Segreti industriali psichedelici

La scienza è trasparente. Fino a un certo punto.

Avevo già iniziato a preparare l’approfondimento di un bellissimo articolo, ma poi mi sono infilata nel labirinto dell’ultimo “scandalo” industriale del settore psichedelico.
E quindi niente: l’articolo aspetterà, perché se queste meravigliose porcherie farmaceutico-editoriali non ve le racconto io, sinceramente non so chi dovrebbe farlo.

Lo scorso mese è stato pubblicato il trial IMPACT-1 di Transcend Therapeutics sull’uso del metilone nel PTSD.
Ma non sono qui per discutere i risultati.
Sono qui perché nei materiali supplementari dell’articolo ci sono frasi, tabelle e pagine intere coperte da rettangoli neri. Stiamo parlando di un trial clinico pubblicato su JAMA Psychiatry, non di un dossier dei servizi segreti o degli ultimi Epstein Files.

Scusate, in che senso?
Soprattutto: chissà cosa mai ci sarà sotto quei rettangoli neri??
Sono parti del protocollo e del piano di analisi statistica, robe anche importanti, sezioni che semplicemente non possiamo leggere.
Ero rimasta che la scienza dovesse essere accessibile e verificabile. Evidentemente avevo capito male.

La nostra storia parte ovviamente dal metilone, un cugino stretto dell’MDMA: stesso meccanismo generale (rilascio di serotonina, dopamina e noradrenalina) e stesso tipo di effetti (euforia, apertura emotiva, maggiore sociabilità). Solo un po’ più breve e un po’ meno intenso.
Transcend Therapeutics, l’azienda dietro al trial, ne approfitta di queste caratteristiche e lo presenta come psicoplastogeno, perché è molto più semplice così: si toglie di mezzo l’esperienza psichedelica e tutta quella roba impegnativa della psicoterapia, si studia come farmaco “normale” e l’approvazione è in discesa.

Poi però c’è un dato (non coperto da righe nere) che è difficile ignorare: circa il 70% dei partecipanti nel gruppo trattato ha capito di aver ricevuto il farmaco.
Questo segnala che il cieco, almeno in parte, non ha tenuto.

Ma quindi quanto erano intensi gli effetti soggettivi? Forse il metilone non si può considerare propriamente uno psicoplastogeno, forse non ci si avvicina nemmeno.
Perché è lì che si gioca la partita.

Gli strumenti per misurare l’esperienza soggettiva esistono, sono usati da anni e sono parte standard di questo tipo di ricerca. Non è qualcosa di opzionale o marginale. È esattamente il tipo di dato che serve per capire cosa sta succedendo davvero durante una sessione.

Eppure, proprio quei dati non sono disponibili.
Le riviste scientifiche possono pubblicare dati parzialmente oscurati per ragioni di segreto industriale, ed è una pratica che esiste da tempo. Però, a un certo punto, viene anche da chiedersi: che tipo di scienza stiamo facendo, se i pezzi più rilevanti restano coperti?

C'è poi un dettaglio che rende la storia ancora più interessante: chi ha sollevato pubblicamente la questione dei rettangoli neri è Matthew Baggott, neuroscienziato con decenni di esperienza sull'MDMA, e (piccolo particolare) fondatore di Tactogen, un'azienda che sviluppa molecole competitor del metilone. La sua critica è scientificamente fondata, per carità. Ma è difficile non notare che ha anche un interesse personale nel vederla circolare. Nel campo psichedelico, dove i conflitti di interesse si sovrappongono con eleganza agli ideali di trasparenza, queste cose vanno tenute a mente.

Transcend sta costruendo con coerenza chirurgica un posizionamento: il metilone non è uno psichedelico, non richiede psicoterapia, non produce allucinazioni, è scalabile, è prescrivibile come un antidepressivo. È una strategia comprensibile. Ma se i dati oscurati mostrassero che chi ha avuto un'esperienza soggettiva più intensa è migliorato di più, quella strategia crollerebbe.

Non so se è così. Non posso saperlo perché non abbiamo i dati a riguardo.

Shulgin, che il metilone lo aveva sintetizzato negli anni '90, scrisse che ha "quasi la stessa potenza dell'MDMA, ma non la sua magia unica".
La magia forse non serve. I rettangoli neri, a quanto pare, sì.
Del resto, la trasparenza è sopravvalutata. Lo dicono tutti, anche se non si sa dove.

Alla prossima! 😎 

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