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Psilocibina per l'ideazione suicidaria cronica

Risultati promettenti sulla carta

Risultati strepitosi nell’ideazione suicidaria dopo psilocibina. Apperò!

Poi leggi che sono 20 pazienti, nessuna ombra del gruppo di controllo e la ciliegina finale: studio finanziato dalla Compass Pathways. E quindi niente, conoscendo i miei polli tocca leggere anche i materiali supplementari 🤣 

Van der Vaart et al. hanno pubblicato uno studio aperto su venti adulti con ideazione suicidaria cronica, depressione maggiore e almeno due antidepressivi falliti alle spalle.
Tutti hanno ricevuto una singola dose da 25 mg di psilocibina COMP360 di Compass, in un contesto di preparazione e integrazione psicoterapeutica.
Il risultato principale: riduzioni dell'ideazione suicidaria rapide, grandi e mantenute fino a dodici settimane. Alla settimana 12, il 70% dei partecipanti aveva un punteggio vicino allo zero sulla scala dell'ideazione. Sulla carta, una notizia straordinaria.

Il problema è che senza un gruppo di confronto non si riesce a capire cosa stia facendo il lavoro. Forse la psilocibina. Forse le aspettative. Forse sei ore di attenzione terapeutica dedicata in una stanza progettata per essere accogliente, con due terapeuti formati che non ti lasciano solo un secondo. Forse tutto insieme.
Gli studi aperti non possono rispondere a questa domanda, e non è una colpa, è semplicemente quello che sono: segnali preliminari, non prove.

Quello che rende questo studio diverso dagli altri studi preliminari è la popolazione. L'ideazione suicidaria cronica non è un endpoint come la depressione resistente o l'ansia da cancro. È la condizione più eticamente pesante della psichiatria, ed è stata storicamente esclusa dai trial psichedelici proprio perché il rischio di un peggioramento in persone così vulnerabili non è teorico.
Qui quel rischio si è materializzato: due partecipanti su venti hanno mostrato un aumento dell'ideazione nel corso dello studio. Per uno era transitorio. Per l'altro no: è entrato con un punteggio di 17 e ha finito lo studio a 23. Un terzo ha avuto una crisi durante la seduta di dosaggio e ha avuto bisogno di benzodiazepine per tre settimane. In un'intervista a Psychedelic Alpha, Aaronson ha spiegato che quella partecipante aveva una storia di trauma sessuale infantile che non era stata completamente dichiarata prima della seduta, e che era riemersa durante il trip. Un promemoria su quanto lo screening possa essere incompleto anche nei contesti più controllati.

E già che siamo sui limiti dello screening: a fine studio, diversi partecipanti hanno confidato agli autori di aver minimizzato la gravità della loro ideazione durante la selezione. Avevano imparato nel tempo che essere troppo espliciti portava all'ospedalizzazione, e temevano di essere esclusi dallo studio. Il che solleva una domanda più ampia sull'affidabilità di tutti i dati auto-riferiti in questa popolazione: se i partecipanti nascondevano la gravità dell'ideazione per paura delle conseguenze, non c'è motivo di assumere che questo atteggiamento sia scomparso durante i follow-up.

Gli autori lo scrivono, in modo onesto e abbastanza dettagliato. Ma è bene sottolinearlo, per non ritrovarsi poi a dover smentire titoloni che gridano alla cura miracolosa.

C'è un altro dettaglio che tende a sparire ad una lettura superficiale. Il 60% dei partecipanti ha ripreso o iniziato farmaci psicotropi dopo la terza settimana.
Quando si parla di effetto duraturo a dodici settimane, in molti casi si sta descrivendo un effetto di psilocibina più nuovo trattamento farmacologico. Non invalida tutto, ma complica parecchio la lettura.

Detto questo, il segnale c'è. L'ideazione suicidaria cronica è un'area dove i trattamenti disponibili sono davvero insufficienti, e dove la rapidità di azione può cambiare molto. Ha senso esplorarlo con studi più solidi, con un braccio di confronto, su campioni più grandi e più eterogenei. Questo studio dice esattamente quello: forse vale la pena andare avanti.

Il problema è che tra "forse vale la pena andare avanti" e "la psilocibina salva vite" ci passa tutta la distanza che il campo psichedelico continua ad avere difficoltà a tenere.

Alla prossima! 😎